Viaggio in Sicilia, tra arte e folklore

LA SICILIA E L’ARTE

La Sicilia oltre ad essere la più grande isola d’Italia e del Mar Mediterraneo è stata, nella storia, un vero e proprio melting-pot di popoli diversi (greci, romani, ostrogoti, ai bizantini, agli arabi, ai normanni, agli angioini, aragonesi e tanti altri) che hanno lasciato impronte artistico-culturali uniche nel suo genere.

All’epoca greca risalgono, ad esempio, il noto teatro greco-romano di Taormina e il Tempio della Concordia ad Agrigento. Uno dei luoghi più famosi per i ricchi mosaici bizantini è il Duomo di Monreale costruito in epoca medievale. L’arte romana la possiamo ritrovare nella maestosa Villa romana del Casale di Piazza Armerina. Dal XIII secolo al XVI secolo la Sicilia e, in particolare, il Castello Meniace di Siracusa e quello Ursino di Catania hanno subito l’influenza dell’arte gotica nordica proveniente dalla Francia.

La Sicilia orientale ha visto l’affermarsi dell’arte tipica del ‘600: il barocco. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto del 1693 nella zona di Ragusa e nel Val di Noto sono stati dichiarati nel 2002 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Famose sono le chiese barocche: San Giorgio a Ragusa, San Pietro a Modica, San Bartolomeo a Scicli, Chiesa Madre di Comiso e ancora la Cattedrale di Noto. L’elenco delle bellezze artistiche in Sicilia è veramente lungo. Modica, ad esempio, è chiamata, la città delle cento chiese, per via dei suoi tanti edifici religiosi, palazzi e monumenti che s’incontrano passeggiando per le vie del suo centro storico (il Castello dei Conti e la Torre dell’Orologio, il Teatro Garibaldi). Non solo chiese barocche ma anche tanti i palazzi e i castelli storici: si pensi al bellissimo Castello di Donnafugata, dimora nobiliare del tardo ‘800, che racchiude stile neoclassico e stile neogotico, scelto, anche, come set per le riprese de “Il Commissario Montalbano”.

 

LA SICILIA E IL FOLKLORE

Ma la Sicilia, terra del Sud-Italia, è anche conosciuta come culla di grande cultura e folklore popolare fatta di usi, costumi e tradizioni antichissime.
Durante tutto l’anno in Sicilia si svolgono molte sagre legate alla tradizione culinaria locale come, tra le tante, la Sagra del Gallo a Chiaramonte e quella del pesce a Pozzallo.

Le feste patronali appartengono ad una tradizione molto radicata e sentita dagli abitanti siciliani. Senza dubbio le celebrazioni di Sant’Agata sono un esempio lampante di questa passione. A Capizzi, un piccolo comune nella provincia di Messina, dal 22 al 26 luglio è tradizione molto antica la festa religiosa in ore di San Giacomo, scandita da momenti unici come il Corteo del Vessillo Aragonese e la Processione delle Reliquie di San Giacomo (le più antiche della Sicilia). Le tradizionali “sciute” dei simulacri caratterizzano anche le comuni feste religiose come, ad esempio, avviene a Comiso per Pasqua, dove c’è grande partecipazione per “A Paci” durante la quale s’incontrano, tra le vie cittadine, i simulacri di Maria SS. Annunziata e Gesù risorto.

Fanno parte del folklore trinacriota simboli come il “carretto siciliano”, che spesso viene fatto trainare da asinelli e usato come mezzo di trasporto per portare i turisti in giro per la città, ed anche la tradizione dei “pupi siciliani”, le marionette tipiche che durante gli spettacolo teatrali riproducono le lotte cavalleresche tra Normanni e Franchi.

Non da meno, la Sicilia è conosciuta per la sua tradizione di balli e danze popolari dei quali non si può non ricordare la tarantella. Nel XIX secolo, la tarantella si diffuse nel Regno delle Due Sicilie diventando, fin da subito, il ballo simbolo di feste popolari, cerimonie religiose, eventi privati.
La tarantella, o ballittu in dialetto siciliano, viene ballata, solitamente, a coppia (uomo-donna, uomo-uomo, donna-donna) all’interno di una rota (cerchio) durante le feste e, come la tradizione vorrebbe, accompagnata da strumenti musicali quali tamburello, marranzano, doppio flauto, friscalettu, zampogna.

 

I PRODOTTI ENO-GASTRONOMICI  

Arte è, sicuramente, la cucina siciliana ricca di prodotti e piatti tipici molto variegati. Ragusa è nota per il formaggio “cosacavaddu”, le “scacce”, Modica per il cioccolato, Giarratana per la cipolla. A Palermo sono celebri “pane e panelle”, “pasta con le sarde”, panino con la meusa (milza)”. Nella zona di Siracusa e, precisamente, a Pachino si coltiva il rinomato “pomodoro di Pachino”, mentre la città di Bronte, in provincia di Catania, è la terra del pistacchio. Per ultimo, ma non di importanza, in tutta la Sicilia si possono gustare le famose arancine, granite e dolci come i cannoli e le cassate. Per la categoria dei vini il Cerasuolo di Vittoria e il Nero d’Avola sono tra i vini più rinomati.

 

…E TANTO ALTRO

La bellezza del suo mare e delle sue spiagge, il clima mediterraneo tutto l’anno, insieme a tutto ciò che è stato presentato, sono tutti motivi validi per visitare la Sicilia.